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 (presso Pila Ski Area)

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(presso Pila Ski Area)

Cielo stellato a Saint Nicolas #sky #night #stars #clouds #mountains #valledaosta #ig_valdaosta #ig_italia #longexposure #italy #canon #eos #600D #picoftheday  (presso saint nicolas)

Cielo stellato a Saint Nicolas #sky #night #stars #clouds #mountains #valledaosta #ig_valdaosta #ig_italia #longexposure #italy #canon #eos #600D #picoftheday (presso saint nicolas)

Un breve tutorial e piccole spiegazioni su alcuni dei temi più importanti riguardanti la fotografia!

Fonti video: Il video è una nostra produzione 

Giovanni,Mathieu, Nicy, Giulia


Ecco il novecento raccontato attraverso gli scatti fotografici di famosi fotografi e fotoreporter!

Ghandi e la “marcia del sale”, il pianto di un uomo dopo l’invasione nazista, la bomba atomica su Hiroshima, Martin Luter King ed il suo Sogno, i Beatles, la guerra del Vietnam, il crollo del muro di Berlino. Questi sono solo alcuni dei moltissimi fatti avvenuti nel secolo scorso.

In alcuni casi non servono parole per raccontare, bastano soltanto le immagini.

Fonti immagini: Focus.it 
                         Video.unita.it 
                         Geograficamente.wordpress.com 
                         Wikipedia.org 

Giovanni Girgenti

 

La retrospettiva di Elliot Erwitt a Palazzo Madama

Dopo Robert Capa, voglio parlarvi di un altro famoso fotografo, Elliot Erwitt, del quale a Torino, precisamente a Palazzo Madama, viene proposta una retrospettiva dal 17 aprile al 1 settembre 2013. Sempre in collaborazione con la Magnum Photos è infatti possibile vedere una selezione di circa 136 foto tra i suoi scatti più belli, tutti rigorosamente in bianco e nero, per far conoscere colui che è stato definito il “fotografo della commedia umana”.

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Egli nasce a Parigi il 26 luglio 1928 e vive in Italia fino al 1938. Si trasferisce successivamente insieme alla sua famiglia prima a New York, poi a Los Angeles, dove inizia il suo percorso di studi sulla fotografia. Dal ’49 inizia la sua vera e propria vita da fotografo girando per tutta Europa; chiamato dall’esercito statunitense, continua a occuparsi di fotografia, ma la sua prima grande occasione la ebbe quando incontrò Robert Capa e altri grandi fotografi ai quali piacquero le sue foto, tanto che diventò membro della Magnum Photos, di cui ancora oggi fa parte.

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Si contraddistingue dagli altri suoi colleghi perché attraverso scatti per cosi dire “rubati”, che non sono quindi stati programmati (non ama infatti le messe in posa), ma sono momenti che con ironia, comicità e grande realismo segnano la vita vera di ogni giorno, ha saputo trasmettere  emozioni più profonde, più forti anche solo grazie alla ricerca di un attimo particolare, seguendo le orme del maestro per eccellenza Henri Cartier-Bresson.

Erwitt si focalizza infatti sull’istante: tutto si può fotografare, basta notare le cose e il rapporto che c’è tra esse, per fare ciò occorre interessarsi del mondo circostante, traendo dai soggetti più banali e ingenui, prospettive capaci di  trasmettere qualcosa di nuovo.

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Tra le sue numerose fotografie quella che cattura il bacio di questi due giovani innamorati attraverso lo specchietto di una macchina è capace secondo me di esprimere al meglio il suo pensiero riguardo alla fotografia. Secondo voi?

Fonti:

- Palazzo Madama Torino.it

- Elliot Erwitt.com

- Nuova Società.it

Giulia Martinetto   @giuli93

 

Bokehflex gioca con la luce

Molto alla moda, l’effetto bokeh è legato alla forma del diaframma ed alle luci localizzate fuori dalla zona di messa a fuoco. Con la scarsa profondità di campo dell’iPhone, come tutti gli apparecchi dotati di un sensore molto piccolo, è quasi impossibile riprodurlo e perciò alcune applicazioni tentano di aggirare questa limitazione.

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link: http://a3.mzstatic.com/us/r1000/076/Purple/

Il primo passo di Bokehflex consiste sia nel correggere la luce dell’immagine (9 filtri per giocare sulla luminosità) sia nell’ applicare uno dei 12 filtri ispirati da apparecchi vintage. Si può regolare di più l’intensità dell’effetto grazie al cursore localizzato in basso sullo schermo.

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link:  http://d2f29brjr0xbt3.cloudfront.net/

Poi, viene il momento della scelta dello strato di effetto bokeh. Ce ne sono 57 differenti! In più di 15 calchi classici (cerchi o pentagoni), si trovano anche diversi effetti fantasiosi… Si apprezza il fatto di potere ingrandire o fare girare il calco con l’aiuto di semplici gesti a due dita, ciò permette di appoggiare perfettamente questo strato in funzione del soggetto e dei ” cerchi” di luce che devono trovarsi nella zona sfumata della foto…Poi, sarà possibile di regolarne la trasparenza per rifinire il risultato.

Viene il momento di lavorare sulla zona di sfumato. Un cursore a destra permette di regolarne l’intensità simulando un’apertura molto larga( da f2. a 4 a f1.0), e gli abituali attrezzi matita / gomma con cui si può modificare l’intensità permette di delimitare la zona netta senza bokeh della zona sfumata con effetto.

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link:  http://icommephoto.com/

Il fatto di potere giocare sulla trasparenza della matita e della gomma permette di ottenere un effetto naturale. Non rimane che stampare l’immagine, che conserverà la sua taglia originale fino a 8 Mpx, o condividerla su Instagram, Twitter, Facebook…

Proponendo una molto precisa simulazione dell’effetto bokeh, Bokehflex non pretende sostituire un apparecchio con un grande sensore ed un obiettivo con una grande apertura ma permetterà di ottenere velocemente un risultato naturale o fantasioso.

 

fonte: -http://www.appeden.com/ios/photo-video/bokehflex-lite

             -http://phogwarts.wordpress.com/tag/bokeh/

Nicy malanda sendo            @nicymalanda

La composizione

Il saper comporre un’immagine è fondamentale per un fotografo, grazie alla scelta della composizione infatti si possono trasmettere agli osservatori le sensazioni di quel particolare istante, di quel paesaggio mozzafiato o quant’altro.

Per questo affronterò questo tema che serve a chiunque faccia delle foto e soprattutto ai fotoamatori.

Ai fotografi novizi, il primo consiglio che viene dato è quello di non mettere il soggetto dell’immagine al centro, questo perché l’occhio umano vede la fotografia seguendo delle traiettorie ben precise (quasi come dei binari) e noi possiamo indirizzarlo, ci sono, infatti, dei punti particolari in cui l’occhio si sofferma, questi sono i punti in cui si intersecano le linee che dividono in nove rettangoli uguali la fotografia.

Fonte immagine( regola dei terzi )

Proprio per questo esiste la famosa regola dei terzi che dice che il soggetto dell’immagine si deve trovare in uno dei punti di intersezione di queste linee immaginarie che dividono la foto in terzi. Questa regola è fondamentale per rendere meno statica la fotografia, per renderla allo stesso tempo armonica e dinamica.

In effetti, considerando il mondo che fotografiamo come un rettangolo, a seconda del posto in cui piazzo il soggetto, cambierà l’effetto che avrà l’immagine sull’osservatore.

Fonte immagine( linee compositive )

Un secondo aspetto molto importante riguarda le linee compositive create dal nostro soggetto o dall’ambiente che lo circonda. Se il fotografo riesce ad intersecarle nei punti di cui ho parlato in precedenza, allora l’immagine sarà molto più armoniosa, gradevole e sembrerà parecchio più professionale.

Chiaramente queste sono regole che è giusto che un fotografo conosca per creare buoni scatti, ma non vanno seguite per forza, anzi, spesso è più interessante una foto con una strana prospettiva, con posizioni diverse dei soggetti che rendono gli scatti più personali e più creativi.

Mathieu Mauri      @MathieuMauri

Fonti: -Occhio del fotografo

          -Wikipedia

Intervista allo studente e fotografo Fabio Rovere

Oggi ho avuto il piacere di intervistare lo studente dello IAAD e fotografo Fabio Rovere. L’intervista purtroppo non è stata potuta fare dal vivo. Spero possa comunque catturare la vostra attenzione!

Ciao Fabio spiega ai lettori di Scatto al Digitale chi sei e di cosa ti occupi.

Sono Fabio Rovere ho 20 anni e studio presso l’istituto di arte applicata e design di Torino (IAAD) ma nel tempo libero mi occupo di fotografia ritrattistica, paesaggistica e di interni; lo faccio sia per passione che per lavoro da circa due anni.

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Che macchina fotografica utilizzi?
Uso una CANON 6D con un obiettivo da 85 mm.

Qual è secondo te la sostanziale differenza tra fotografia analogica e digitale?
Principalmente la comodità! Hai la possibilità di scattare molte più foto rispetto al classico rullino. Io, tra l’altro, sono molto metodico e prima di raggiungere la giusta composizione di uno scatto faccio molte prove.

Quali sono secondo te i vantaggi del digitale?
L’economicità e la possibilità di non poter sviluppare tutte le foto per poter trovare quella vincente.

Preferisci utilizzare fotocamere digitali? Se si per quale motivo?
Preferisco il digitale, oltre ai motivi già elencati, perché mi permette di fare una post produzione più creativa. Il file, infatti, può essere lavorato meglio attraverso il programma photoshop.

Che consiglio daresti a un principiante che si appresta a scattare le sue prime foto?
Leggere tantissimo e scattare a più non posso. Robert Capa disse: “un fotografo una volta mi disse i tuoi primi diecimila scatti saranno da buttare poi inizierai a fare qualcoso di buono”. Per me questo è stato un dogma!

Preferisci le fotografie in bianco e nero o a colori? 
Le preferisco a colori, perché è come se avessi più parole per raccontare una persona.

Preferisci quindi scattare ritratti?
Sì, però non disdegno i paesaggi. Anche quelli hanno una storia intrinseca.

Perché hai deciso di iniziare a fotografare?
Iniziò tutto cinque anni fa, quando dovetti traslocare e mio padre tirò fuori la sua vecchia reflex. Aveva ancora dentro un rullino con sei scatti e da lì me ne innamorai!

Qual è, tra le tante foto che hai scattato, la tua preferita?
È difficile scegliere la mia preferita. Pensandoci bene è quella che ho fatto al Monviso e alle stelle, un giovedì notte. La preferisco per il contrasto tra il momento di assoluta pace ed il mio stato d’animo caotico.

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Permettimi una domanda d’attualità. Secondo te lo smartphone ha preso il posto delle compatte?
Sicuramente, perché lo scatto quotidiano viene fatto ormai solo più con il cellulare. Esso è infatti più pratico anche se di qualità inferiore. In quel genere di fotografia è più importante il momento che la pulizia dell’immagine.

So, infine, che sei stato stato premiato dalla rivista online “Fotocult”, cosa hai provato?
È stata una grande emozione soprattutto per l’importanza della rivista e perché la foto premiata era uno dei primi scatti fatti con la macchina nuova. Inoltre tali foto seguivano un progetto chiamato “daily frame”, in cui mi sono ripromesso di mettere meno tecnica e più me stesso dentro le immagini immortalate.

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Ringrazio ancora Fabio Rovere per la sua cortesia e Valentina Sicoli che è stata il “tramite” dell’intervista. E’ stata lei infatti a consegnare a Fabio le mie domande! Spero vivamente di aver catturato la vostra attenzione, ma soprattutto d’aver risvegliato la vostra vena artistica.

Fonti immagini: Sono tutti scatti gentilmente concessi da Fabio Rovere

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Giovanni Girgenti